Buongiorno a tutti, mi auguro abbiate trascorso un buon Ferragosto! Io mi sono perlopiù riposata anche se, per qualche strano motivo, le letture sembrano proseguire un po’ a rilento. Ad ogni modo, oggi sono qui per parlare di un libro che mi ha profondamente coinvolto e appassionato come non succedeva da tempo, facendomi riscoprire (come se ce ne fosse stato bisogno!) il mio amore per i romanzi storici e trasportandomi in una storia ricca di passione, intrighi politici, violenza e colpi di scena che mi ha tenuta incollata dalla prima all’ultima pagina — prima che arrivasse la crisi di Ferragosto. Sto parlando di The Mistress of Rome, primo di quattro volumi contenuti nella serie The Empress of Rome a opera di Kate Quinn.
Sapevo fin dall’inizio, avendo letto già numerosi pareri e recensioni in merito, che la Quinn avrebbe saputo centrare il segno con me, non dubitavo neanche minimamente che una storia ambientata nell’Antica Roma sarebbe riuscita ad appassionarmi, ma chi avrebbe mai detto che mi avrebbe rapito così fin dalle prime venti pagine?
My eyes shifted back to his niece, huddled in the arm of her new husband. I felt sorry for her. A slave feeling sorry for a princess — I don’t know why. Then her eyes shifted, falling for a moment on mine, and in the instant before I dropped my gaze to the ground I saw that on the day of her wedding — a bright and beautiful spring day when the whole world stretched before her — Lady Julia Flavia felt lost and terrified and alone.

